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Ieri

La tenuta Condé si trova in quella che da sempre è considerata la culla del Sangiovese, sulle colline di Predappio. La storia dei vitigni di Sangiovese si intreccia con quella del territorio da più di duemila anni: Caio Appio, un tribuno Romano, fondò nel III secolo a.C. la città di Predappio dopo essersi ritirato sulle sue colline per coltivare il Sanguis Iovis, il Sangiovese. Da queste origini antiche si capisce la forza del legame inscindibile tra il nobile vitigno e le nostre colline.

Nei secoli successivi il legame tra vitigno e territorio è stato ulteriormente rafforzato e accresciuto: gli uomini hanno lavorato instancabilmente le nostre terre, consapevoli della loro ricchezza e della loro importanza, con l'obiettivo di produrre grandi vini. Per questo motivo già nell'anno 1383 furono inseriti negli Statuti della podesteria di Predappio norme e regolamenti con i quali si regimentavano "le vendemmie" e "la tenuta ottimale delle vigne".

L'arte della cura dei vigneti e della produzione dei vini è stata tramandata di generazione in generazione per centinaia di anni, durante i quali il profumo dei tini in fermentazione ha riempito l'aria dei borghi e delle colline di Predappio. La Romagna di differenzia dalla Toscana, altra regione produttrice di grandi vini, per il fatto che qui furono principalmente le famiglie contadine a dedicarsi a tale attività, mentre in Toscana furono le casate nobiliari a dedicarsi al prestigioso mestiere della produzione del vino. Fu proprio il carattere contadino del lavoro delle terre a donare al Sangiovese di Predappio un temperamento più difficile rispetto al corrispettivo toscano. In Romagna otteniamo quindi un vitigno nobile, plasmato e cresciuto per secoli grazie al lavoro preciso e duro di semplici contadini, che rende il Sangiovese di Predappio inconfondibilmente unico e al tempo stesso altero.